fare i conti con i conti

Ecco, questo è un argomento quanto meno complesso. Per me che sono sempre stata una spendacciona poi… Io che ho sempre teorizzato lo shopping terapeutico e che so di avere spesso comprato per noia e che adesso invece i trovo a fare i conti… con i conti!!! Cosa che fa parte del corredo delle meraviglie di cui una mamma 2.0 si deve occupare perché i papà 2.0 sono persone meravigliose, ma non hanno senso pratico. Si limitano a dirti ‘ma io per me spendo pochissimo, lo sai’. Vero. A parte l’ultimo CD che non potevano scaricare perché dai è bello vedere il booklet (è vero, è bello, ma dopo che l’hai guardato due volte non è che te lo appendi al muro…), a parte l’ultimo concerto imperdibile – e certo che c’ero anch’io ed è stato una figata, ma sempre 140€ se ne sono andati… – a parte le scarpe che però guarda erano in saldo e poi sono comodissime non me le toglierei mai, non importa se ne hai già due paia uguali (poi parlo io che di scarpe ne ho decisamente troppe…)
Insomma, come spesso accade mi sono detta: ora di fare ordine e di capire da dove scivolano fuori questi maledetti soldi.
Che fare? Segnare tutto nel quadernino come la nonna? (gran donna mia nonna!) Scaricare un apposito programma? O un’apposita app per l’iPhone (fatto, ma mi mancava la costanza poi di aggiornarla e le voci non mi convincevano del tutto)… Alla fine mi sa che opterò per il quadernino e vediamo, dal primo di luglio, di tenere traccia delle maglie troppo larghe della rete delle spese di casa, perché questo mese con anche l’affitto da pagare siamo arrivati (quasi) in fondo un po’ tirando la cinghia…
Voi come fate, se fate? Suggerimenti? Consigli? Dritte?

Intanto, per risparmiare inaugureremo la spesa al discount, che non è che non ci andiamo per motivi ideologici, è che non ne abbiamo nessuno vicino, ma dato che pare che l’Eurospin sia il migliore (ha anche prodotti biologici e detersivi ecologici!) appena riesco mi armo di macchina, pazienza e sacchetti di stoffa e via… vi saprò dire! Nel frattempo consiglio questo utile e interessante sito: www.ioleggoletichetta.it che fa confronti tra prodotti a marchio di supermercato e/o discount e prodotti delle grandi marche: stessa roba, ma prezzi molto diversi! Non che non lo sapessimo già, ma fanno confronti specifici e a me sembra molto interessante!

fascia porta bebè

PescioChiara comoda comoda nella fascia ad anelli

Che cos’è la fascia porta bebè? E’ la svolta nella vita della mamma!!!!

Quando Chiara non era ancora nata, le mie amiche me ne hanno regalata una lunga, di quelle da annodare in tutte le posizioni possibili. Solo che ne hanno presa una che andasse bene anche a Ste – l’idea era carina, se non fosse che io e Ste abbiamo 30 centimetri di differenza e quindi per me la fascia è sempre stata troppo lunga.
Che faccio, la taglio? Mi ci arrotolo dentro come una mummia? Rischio di inciampare? Alla fine l’ho usata pochissimo, anche perché Chiara percepiva il mio disagio e ci stava malvolentieri. Poi è arrivato l’inverno e a quel punto mummificarmi nella fascia e nella giacca e nella sciarpa mi sembrava troppo scomodo. Ho lasciato perdere, ma mi è rimasto il dispiacere di non avere sfruttato una cosa che so che è una figata.
Mi sono poi fatta una cultura su tipi, marche e modelli, oltre che sulle lunghezze adatte alle altezze delle mamme, e pare che mi abbiano regalato la fascia migliore in circolazione – avevo il sospetto, visto che ho delle amiche fantastiche e visto che la fascia in questione, a parte la lunghezza, è fantastica! Le trovate qui, in un ottimo sito che non solo presenta e vende la fasce, ma spiega anche come scegliere le lunghezze e come usarle!

Poi è arrivata la primavera, e soprattutto la mammite. Chiara stava solo in braccio, io non sapevo più come gestirla, la svolta è stata la fascia con gli anelli, comprata da una mamma fantastica che le fa su misura e puoi anche sceglierti i colori e le fantasie (qui il suo blog - non fa solo fasce, ma anche altre utilissime cose da mamme!) e da quando abbiamo la fascia nuova la nostra vita è cambiata!!!
Adesso la fascia viene sempre con me quando esco, anche se Chiara è comodamente sistemata nel passeggino, perché magari si stufa o ho voglia io di tenermela addosso e di giocare con lei mentre andiamo in giro!

Nel frattempo ho deciso che quando arriverà il prossimo fagiolo mi organizzerò per tagliare  la fascia lunga della misura giusta, così potrò avvolgermici dentro senza rischiare di venire ritrovata tra qualche centinaio d’anni perfettamente conservata… ;)

fate la nanna

PescioChiara allegra e sorridente a 9 mesi!

Siamo fortunati: da quando aveva 2 mesi e mezzo, Chiara ha sempre dormito tutta la notte o quasi. Quando ha messo i primi due dentini ha avuto qualche notte agitata, ma niente di che, e per un certo periodo si è svegliata una o due volte per notte, ma bastava darle il ciuccio e lei si riaddormentava senza problemi. Anche quando l’abbiamo spostata a dormire in camera sua l’adattamento è durato solo qualche notte e nel giro di una settimana si era perfettamente abituata.
Tutto bene quindi. Finché io non sono tornata al lavoro. A quel punto si è scatenato l’inferno. Tra il nido vissuto come abbandono e il fatto che vedeva la mamma solo la sera, ha cominciato a non volerne più sapere di dormire la sera…
Noi, genitori alle prime armi, abbiamo tentato di venirne a capo con metodi svariati, ma totalmente inutili. All’inizio l’abbiamo assecondata: non vuoi dormire alle 8? Va bene, dormirai alle 9, quindi sul lettone a giocare con lei, a cantarle le canzoncine e così via, ma lei si stancava un sacco e diventava lagnosa senza per altro accennare a voler dormire. Allora abbiamo provato a tenerla con noi mentre mangiavamo, ma nel box non voleva stare, nel seggiolone strillava e nel passeggino peggio che mai. Solo in braccio. Cene da panico e nervosismo sempre più evidente. Lei poi sempre più stanca e lamentosa anche di giorno, perché non dormiva mai abbastanza. Io uno straccio e con i nervi a fior di pelle, Ste che cercava di fare il filosofo con conseguenti liti tra noi e quindi aumentato nervosismo di Pescio…
Quando siamo arrivati al punto che prima delle 11 non dormiva e anche a quell’ora solo dopo ore di strilli e strepiti, abbiamo chiesto aiuto al pediatra, che ci ha tranquillizzato (succede, è il nido, è l’abbandono e così via) e ci ha consigliato di darle per qualche giorno la melatonina, che è naturale e aiuta a riprendere i ritmi regolari sonno-veglia.
Benissimo, andiamo in farmacia a comprarla e la nostra farmacista di fiducia, santa donna, si fa raccontare la situazione e ci dice ‘va bene, ma è un capriccio. La melatonina non aiuta a smettere di fare i capricci…’ e ci dà una serie di dritte sul genere di quelle di Fate la nanna, libro che da sempre ho aborrito ma che, se è sbagliatissimo come metodo per i neonati, si adatta perfettamente ai bambini un po’ più grandi che hanno capito benissimo come ricattare mamma e papà.
Temevamo ore e ore di pianti disperati, per altro io ero pronta a tutto perché tra la ripresa del lavoro, le notti in bianco e la tensione nel frattempo mi era venuta la febbre. Così la prima sera, io con 38.5 e Chiara tesissima, ci proviamo. Solita routine: pigiama, pappa, gioco, lettino, storia e carillon e poi un bacio, tanta rassicurazione e la mamma esce, con Chiara che piangeva.
Bè, la prima sera ha pianto per 40 minuti e papà ogni 10 è andato a rassicurarla. La seconda sera ha pianto 10 minuti e dal terzo giorno in poi liscio come l’olio! Adesso fa qualche frignettina solo quando è esausta e non vuole lasciarsi andare, ma normalmente si addormenta serena mentre le leggiamo una storia e si fa le sue 12 ore senza mai svegliarsi.
A volte anche i metodi che ci sembrano assurdi si rivelano funzionanti, un’altra lezione sul tema: non avere preclusioni mentali perché nella vita non si sa mai!
Grazie farmacista, anche a nome di Chiara che, da quando dorme di nuovo bene, è tornata la bimba allegra e sorridente e meravigliosa che è sempre stata!!!!

 

mamma 2.0

Ammetto che la definizione ‘elastimamma’ di Claudia De Lillo è talmente geniale che nulla può eguagliarla. Ma se l’è già accaparrata lei, quindi a noi altre mamme-lavoratrici-donne-mogli-carpentiere e quant’altro tocca trovarne altre… Dato che la scarsità di sonno degli ultimi giorni non mi aiuta, mi accontento del banale ‘mamma 2.0′ che non racchiude tutto tutto quello che avevo in mente, ma almeno un pezzetto si…
Da quando sono tornata al lavoro le mie giornate sfilano via senza che me ne renda conto. Chiara tra 3 giorni ha 10 mesi… e dov’è finito quest’ultimo mese? è finito sull’autobus guardando spasmodicamente l’orologio, a timbrare il cartellino contando i minuti che mancano all’uscita, al supermercato e a preparare la pappa, a stare davanti al computer rincorrendo una mole di lavoro che neanche 5 persone full time e invece ci sono solo io part time, a cercare parcheggio, ad aspettare l’ascensore… e il tempo per giocare con Pescio? Il tempo per guardarla crescere con calma? Per assimilare i suoi progressi invece di rendermi conto di botto che, cazzo, si alza in piedi da sola… e io dov’ero la prima volta che ci ha provato con successo? Probabilmente blindata in una stupida riunione…
Che poi a me il mio lavoro piace, è proprio il MIO lavoro, quello della vita, che non smetterei mai di fare. Neanche con una squadra di calcio a 11 di figli da accudire.
Ma non così. Non con un percorso casa-lavoro che dovrebbe durare mezz’ora ma spesso me ne porta via 50, non con l’ansia da timbratura che mi toglie il gusto di sedermi davanti alle bozze, non con un capo che mi annuncia, come se si trattasse di una bella notizia, che il lavoro di redazione lo farà qualcun altro (chi????) mentre io coordinerò (chi????), non dopo essermi sentita dire chiaro e tondo che devo capire bene se preferisco fare la mamma o fare carriera (carriera? da noi? ma non prendiamoci in giro) e che se faccio un altro figlio posso scordarmi una crescita professionale, come se i 13 anni che ho dato il sangue in redazione non contassero neinte… E finché faccio il part time va bene, ma poi? Arrivare a casa alle 6:30 e recuperare Chiara al nido per ultima, sola e intristita perché le altre mamme sono già arrivate tutte, per poi portarla a casa, pigiamarla, nutrirla e metterla a letto? Non se ne parla neanche!
Decisione presa: se non arriva un fratellino o una sorellina in tempi brevi e non mi prolungano il part time, vado a fare il mio lavoro da free lance e tanti saluti a tutti!

La giornata tipo della mamma 2.0 – come di tante, troppe altre mamme: sveglia alle 6:40, preparazione del latte di Pescio (e mentre preparo il latte, pelo carote e patate e scelgo erbette per prepararle il brodo della sera), sveglia e biberon a Chiara, colazione, preparazione per l’ufficio, Pescio al nido e autobus+tram.
Corsa fino all’ufficio, lavoro-lavoro-lavoro-riunione-pausa pranzo di mezz’ora, così poi posso uscire prima – quindi mi nutro con l’imbuto – lavoro-lavoro.
Corro dietro al tram che non mi aspetta, quindi aspetto quello dopo guardando l’orologio con l’ansia di fare tardi, che non è che non mi tengono Chiara, ma non vedo l’ora di vederla e maledetta ATM mi tocca aspettare 10 minuti, poi autobus idem come sopra, e poi finalmente Chiara!!!
Passeggiata, parco o quello che riusciamo a organizzare a seconda del tempo, poi via a casa, prepariamo la pappa, pigiama, pappa, coccole, giochi tranquilli e via la nanna. E sono le 7:40 circa.
Poi preparazione della cena, perché il papà 2.0 è un uomo meraviglioso e fa un sacco di cose ma non cucina (ma come chiama lui il pizzaiolo che consegna a domicilio non lo chiama nessuno…) e magari abbiamo amici a cena, perché almeno un minimo di vita sociale è bello mantenerlo, e poi finalmente papà 2.0 sparecchia e io mi schianto sul divano, almeno fino all’ora di portare il cane (ma questo è un compito che ci dividiamo 70-30 e io sono il 30)…

Poi dicono che le donne in Italia non fanno figli o, se li fanno, poi lasciano il lavoro… parliamone!!!!!

Ecco, mi sono sfogata. Adesso va meglio!! E oggi mi sono comprata le scarpe nuove! :)

cipolline in umido

Io ho una passione viscerale per le cipolle, che mi piacciono in tutti i modi, crude, cotte, in insalata, nel sugo, croccanti, caramellate… e anche in umido, ovviamente!
Ricetta veloce veloce e facilissima, da fare al volo anche quando Chiara non vuole dormire …

Cipolline in umido – vegan
cipolline (io le trovo già in vaschetta al supermercato, ma casomai uno le cercasse sfuse, direi mezzo chilo)
polpa di pomodoro
olio, sale, pepe

Ci sono due scuole di pensiero su questa ricetta, ma almeno sulla prima fase sono concordi: pulire le cipolline e lavarle sotto l’acqua corrente.

Poi si può scegliere tra la versione a: mettere un po’ di olio in una padella o pentola antiaderente, fare rosolare le cipolline (eventualmente sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco o di aceto) e poi aggiungere la polpa di pomodoro. Salare, pepare e coprire. Lasciare cuocere coperto, girando al bisogno, per circa mezz’ora.

Oppure si può scegliere la versione b, più rapida ma altrettanto buona: mettere un po’ di olio in una padella o pentola antiaderente, fare scaldare appena appena e poi aggiungere il pomodoro. Salare e pepare, quando il sugo è caldo, aggiungere le cipolline. Coprire e cuocere a fuoco basso, girando al bisogno, per una ventina di minuti. Quando le cipolline sono morbide servire.

cosa ti spalmi? leggere le etichette…

Ammetto che fino a poco tempo fa le etichette delle creme, degli shampo, dei prodotti cosmetici di vario genere e tipo erano, per me, una specie di geroglifico da decifrare senza stele di Rosetta. E in effetti non avevo mai provato a decifrarle. Non più di tanto, comunque. Mi accontentavo di sapere se i prodotti che compravo erano cruelty-free e, se lo erano, allora andava tutto bene.
Per quanto riguarda Chiara, poi, compravo il Fissan, come credo la maggior parte delle mamme. Finché non ho deciso di comprare l’equivalente ma con certificazione cruelty-free, così sono passata alla pasta Helan. Che comunque è molto meglio del Fissan, non solo in quanto cruelty-free.

Nel frattempo ho anche scovato un utilissimo libretto, che si chiama ‘Pulizie creative’ (qui trovate altre info sul libro) che ho comprato con l’idea di imparare a fare i detersivi in casa – non mi ci sono ancora cimentata per ragioni di tempo, ma prima o poi ci arrivo!
Quello che però ho trovato nel libretto in questione è un elenco delle schifezze che sono contenute nelle creme, nei detersivi, nei dentifrici, nei deodoranti ecc ecc… così adesso so leggere le etichette e ho scoperto che il 90% di quello che compriamo, compresi prodotti di erboristeria, sono schifezze. E che il Fissan è a base di petrolio.

Ecco le schifezze principali, riassunte e condensate – tanto fa schifo anche la versione ‘breve’…
Tensioattivi: vengono creati con un procedimento ad alto impatto ambientale e, a parte il più studiato e relativamente sicuro Sodium laureth sulfate, sono potenzialmente dannosi per la salute. Tra i tensioattivi ci sono molti derivati del petrolio, per esempio il Sodium lauryl sulfate (puro viene usato per sgrassare l’olio dei motori…)
PEG e PPG: indicati con un numero che segue la sigla (es PEG-32) aumentano la permeabilità della pelle, così altre sostanze nocive presenti nel prodotto (o in altri prodotti) finiscono per essere assorbite facilmente.
Derivati del petrolio: per esempio Mineral oil, Paraffinum liquidum, Petrolatum, Vaseline. Non fanno granché bene alla pelle e inquinano un sacco.
Conservanti: qui il discorso sarebbe lunghissimo, anche perché spesso in uno stesso prodotto sono presenti più conservanti combinati per non ‘sforare’ il tetto massimo stabilito dalla legge. Per semplificare cito solo i più dannosi in assoluto: Methylparaben (allergizzante), Butylparaben e Propylparaben (sospettati di essere cancerogeni).
BHA e BHT: antiossidanti (anti-irrancidimento delle sostanze grasse presenti nel prodotto), sono allergizzanti e potenzialmente dannosi per il sistema endocrino.
Battericidi: alla lunga hanno lo stesso effetto degli antibiotici presi a caso, cioè creano batteri resistenti. Uno dei peggiori, che passa addirittura attraverso il latte materno, è il Triclosan, contenuto nella maggior parte dei dentifrici.
Disodium EDTA e Tetrasodium EDTA: altamente inquinanti e presenti in tantissimi cosmetici. Ma proprio tantissimi!
Coloranti: si riconoscono perché indicati con la sigla CI o con la lettera C seguita da un numero. Non servono ad altro che a rendere più accattivante un prodotto e sono per lo più di origine chimica.
Profumi: a parte quelli a base di oli essenziali (identificati dal loro nome latino), sono per la maggior parte di origine sintetica. Generalmente vengono indicati come Parfum o Aroma.

Quindi, ricapitolando…
1. impariamo a leggere le etichette
2. non ci fidiamo della dicitura ‘naturale’: conosco più di una marca che dietro la facciata del naturale vende prodotti a base di petrolio, pieni di conservanti e aromi chimici
3. in caso di dubbio, online si trovano ulteriori, molto più dettagliate spiegazioni (alla voce INCI si trovano un sacco di informazioni sulla lettura delle etichette)

Ringrazio, ovviamente, Elisa Nicoli, autrice di Pulizie creative.

 

panzanella

Questa è una ricetta semplicissima. Si tratta di un piatto tipico toscano, motivo per cui è FONDAMENTALE il pane toscano vero, quello senza sale. Solitamente nei menu viene proposta come antipasto, ma secondo me va benissimo anche come piatto unico.
Non segnalo le quantità specifiche di pomodori, cipolla e cetriolo perché dipende dai gusti: io amo la cipolla e per due ne uso anche una intera, per qualcun altro con questa dose il piatto risulterebbe immangiabile, quindi fate vobis!

Panzanella – vegan
pane toscano (per 4 persone circa 1/2 chilo)
pomodori
cipolla rossa
cetriolo
olio, sale, pepe, aceto
basilico fresco

Tagliare il pane a fette e metterlo a bagno in acqua fresca acidulata con aceto di vino bianco. Dopo qualche minuto, togliere il pane e strizzarlo con le mani. Metterlo in un’insalatiera e affettarci sopra pomodori, cipolla e cetriolo.
Condire con olio, sale e pepe in abbondanza.
Mescolare e aggiungere abbondante basilico fresco ben lavato e asciugato.
Mettere in frigo almeno una mezz’ora prima di servirla.

 

 

parola d’ordine: riciclare!

Sarà capitato anche a voi, almeno una volta nella vita, di dover buttare via una di quelle cose che però non sai dove buttare: lampade, elettrodomestici rotti, tavole di legno, contenitori metallici, cellulari e caricabatterie… Per risparmiare tempo, o perché non sanno che ci sono delle alternative più ecologiche, un sacco di gente li infila direttamente nel sacco nero, ma la realtà è che si tratta di rifiuti che possono essere riciclati e che sono potenzialmente dannosi se smaltiti non correttamente.
La bella notizia è che esistono le RICICLERIE: posti aperti 7 giorni su 7 (almeno a Milano) dove si entra con la propria macchina e si viene indirizzati ai contenitori adatti a ogni tipo di rifiuto. Il tutto è assolutamente gratuito. Cosa potevano inventare di meglio??
Inoltre, anche questo sicuramente a Milano lo fanno, non so in altre città, per i rifiuti ingombranti – mobili  vecchi, materassi ecc – se uno non vuole o non può portarli in ricicleria da solo, c’è il ritiro da parte dell’Amsa: anche il ritiro è gratuito, basta telefonare e accordarsi, poi si mettono in strada i rifiuti nel giorno stabilito e durante la notte passano a ritirarli.
Se è così comodo e così facile, oltre che gratis, smettiamo di buttare via a cazzo di cane!!!

Last but not least: i vestiti. Se sono da buttare si possono sempre trasformare prima in stracci per la polvere, così si evita di comprarne di nuovi (con un notevole risparmio) oppure, questi si, infilarli nel sacco nero e tanti saluti. Ma se sono ancora in buono stato, perché non permettere a qualcun altro di usarli? In tutte le città sono presenti i contenitori – a Milano sono gialli – per la raccolta dei vestiti e delle scarpe. Basta fare dei bei sacchettoni chiusi e cacciarli lì dentro. Noi facciamo spazio nell’armadio per un vestito nuovo o per un nuovo paio di scarpe, e qualcun altro potrà goderseli!

Di seguito i link utili per Milano: riciclerie e ritiro ingombranti. Non ho trovato una pagina con la mappa dei cassonetti gialli per i vestiti, forse perché li spostano in continuazione, ma in giro ce ne sono un sacco, basta cercarli!

puff puff pant pant

Mamma mia quanto tempo è passato dal mio ultimo post…
Nel frattempo che cosa è cambiato? Per certi versi tantissimo, per altri ben poco: le intolleranze alimentari di Chiara sono ancora lì, come la sua dermatite, che ci ha regalato un simpatico pomeriggio al pronto soccorso dell’ospedale di Pisa – eravamo da quelle parti in vacanza – per restare comunque al punto di prima…
Però ci sono anche delle GROSSE novità: sta spuntando il primo dentino!!!! Evviva evviva!!! Mamma e papà sono stra-orgogliosi!
Che altro? Siamo stati una settimana al mare dalle parti di Livorno – ovviamente il tempo era brutto ma si sa, noi siamo abbonati alla sfiga… – e Chiara è stata tanto in riva al mare a respirare iodio a tutto spiano e a giocare sulla sabbia, anche se con il tappetino in mezzo perché era troppo umida…

Siamo stati in un posto bruttino, Calambrone, che in stagione non consiglierei neanche a uno che mi sta antipatico, ma che fuori stagione va benissimo. Il residence che avevamo prenotato (Oasi del mare, se a qualcuno interessa…) era molto comodo, in riva al mare con spiaggia privata, ben organizzata la casa e con riscaldamento funzionante, economico (300€ tutta la settimana comprese pulizie, cambio lenzuola e asciugamani, lettino da campeggio per Chiara e consumi).

E adesso siamo pronti a ricominciare la solita routine, che di routine non ha niente dato che con una bimba ogni giorno è diverso… almeno per un altro mese, poi io tornerò al lavoro, sigh sob…

PescioChiara sulla spiaggia

pasta con le zucchine

Ecco un’altra ricetta veloce, facile e buona. Vegetariana e sempre a base di zucchine, ma è un caso – non una mania!

Pasta con le zucchine – veg
1 zucchina per ogni porzione
pasta integrale – ma va bene anche quella bianca (80 g a testa circa)
parmigiano grattugiato
olio

Pulire e tagliare le zucchine in 4 per il lungo e poi a fettine. Metterle nella pentola in cui poi si cuocerà la pasta con abbondante acqua fredda salata. Coprire e lasciare cuocere fino al bollore. Aggiungere la pasta e fare cuocere tutto insieme. Scolare al dente, sgocciolare bene – le zucchine assorbono un sacco di acqua – e versare in una zuppiera. Aggiungere olio crudo e abbondante parmigiano grattugiato. Mescolare bene e servire calda.

Ci vuole pochissimo a prepararla, viene buonissima e lo sbattimento è zero, quindi un piatto ideale per l’ultimo momento, anche con ospiti a cena, e per le mamme che non hanno neanche il tempo di grattarsi se una zanzara le pizzica! ;-)